Laboratorio di fiabe nel laboratorio di pittura – III

L’ORCO POCO CATTIVO

C’era una volta, in un paese al di là del mare, una famiglia di orchi che aveva un figlio un po’ strano, che sgridavano sem­pre: infatti lui era molto poco cattivo e quando aveva fatto cac­cia, come gli avevano insegnato, lasciava sempre liberi i conigli e le lepri che piangevano, ed anche le volpi ed i lupi; così essoviveva mangiando carote e mele.

Un giorno i genitori orchi sgridarono l’orco poco cattivopiù del solito; lui non ne poteva più di sentirsi dire di fare il cat­tivo, poiché non vi riusciva; allora prese un sacco di noci e se ne andò per il mondo.

Cammina, cammina, alla fine arrivò in una grandissima fo­resta, che gli pareva diversa da tutte le altre; guardando meglio vide che era una foresta di carote gigantesche, di fiori grandis­simi, di mele che sembravano case; era il posto che faceva per lui; ma poi pensò che forse era proprio lui che era diventato pic­cino; comunque decise di restare.

Improvvisamente l’orchetto si trovò dinnanzi ad un coni­glio altissimo che lo fissava con gli occhi rossi… rabbrividì… e si disse “adesso mi mangia”; intanto giungevano tanti altri conigli e lepri e altri animali selvatici, tutti molto, molto grandi.

Quello che era il capo dei conigli, dopo averlo osservato a lungo, gli disse “e va bene… tu devi essere l’orco poco cattivo di cui mi hanno parlato… ti terremo con noi per tre giorni”.

L’orco si fece coraggio e andò con i grandi conigli, che gli insegnarono tutte le belle cose che sapevano fare.

Alla fine del terzo giorno il coniglio dagli occhi rossi gli die­de alcune grosse nocciole per il viaggio e lo rimandò a casa.

Tutti ormai lo piangevano morto e furono contenti di rive­derlo; ascoltarono la sua avventura e si stupirono molto; poi decisero che lo avrebbero tenuto com’era, anche poco cattivo.

L’orchetto, che aveva tenuto da parte l’ultima nocciola, pensò di conservarla per ricordo e se la appese alla cintura; ma era una nocciola fatata che risuonava quando camminava per il bosco; tutti i conigli e gli altri animali del bosco impararono a riconoscerla e invece di scappare incominciarono a prenderlo con loro, così lui poteva fare ancora tutti i giochi che aveva im­parato nella foresta dei conigli giganti.

Torna alla fiaba precedente

Vai alla prossima fiaba

Laboratorio di fiabe nel laboratorio di pittura – II

LO SPECCHIO CHE SI SPEZZA

C’erano in un paese uno specchio ed una ragazzina; lo spec­chio era magico e sapeva sempre tutto; la ragazzina aveva sem­pre paura di non fare bene le cose; lo specchio le diceva che sba­gliava a fare le cose ogni volta che lei gli passava dinnanzi.

Lo specchio che si spezza“Hai sbagliato questo… hai sbagliato quello… ti sei dimen­ticata di quell’altro” la ragazzina era sempre più confusa, non sapeva come fare, non le riusciva di fare le cose in modo perfet­to come voleva lo specchio; così era sempre più pallida e triste, sembrava ammalata.

Un giorno che tornava da scuola e le pareva di avere fatto tutto per bene, la ragazzina andò dallo specchio, ma lui le disse che aveva dimenticato una virgola.

La bambina piangeva, piangeva, non ne poteva più.

Passarono molti giorni ancora e la ragazzina era senza speranza.

Infine un giorno le parve di avere proprio fatto tutte le co­se per bene e andò dallo specchio; ma lo specchio, abituato a sgridarla, le rispose subito senza nemmeno pensarci che aveva sbagliato ancora il compito.

Ma quella volta non era vero; la bambina mostrò allo spec­chio il giudizio della maestra e lo specchio rabbrividì; cominciò a scricchiolare gemendo “ohimè ho sbagliato anch’io…” e si spezzò in mille pezzi.

Da allora la ragazzina si sentì libera e più grande.

Vai alla prima fiaba

Laboratorio di fiabe nel laboratorio di pittura – I

Fiabe estratte dal libro Simeti F. Asson M., Fiabe inventate nel laboratorio di pittura, Ed. Opici, Parma.

LA STORIA DI PIPINO NATO VECCHIO E MORTO BAMBINO


La storia si svolge come una rappresentazione teatrale in sei quadri.

 Primo quadro

    Molto tempo fa in una città del nord avvenne una cosa stra­na; nacque un bambino vecchio, con la barba lunga, curvo, che fumava la pipa come suo padre; perciò gli fu messo il nome di Pipino.

Tutti erano sbalorditi e non sapevano cosa pensare di lui.

La storia di PipinoSecondo quadro
Pipino avrebbe voluto giocare con i bambini ma loro non lo volevano così vecchio; un giorno pensò di andare a fare un giro nel bosco, dove non era mai stato; cammina, cammina, sem­pre fumando e succhiando la pipa, non si accorse che veniva avvolto sempre più nel fumo e nell’ombra; infine si trovò perso nel bosco fitto fitto; Pipino non sapeva cosa fare e dove anda­re; quando chiamava il fumo gli bruciava la gola e gli bloccava il respiro; se cercava di correre fuori dall’oscurità i rovi e le ra­dici degli alberi lo stringevano; era disperato.

Terzo quadro

Improvvisamente apparve innanzi a Pipino un mago con la veste splendente e la bacchetta magica dalla quale sprizzava­no gocce d’oro; forse era il mago ricco e potente di cui aveva sentito parlare: Pipino lo guardò stupito e il mago gli chiese se voleva ritornare bambino.

Quarto quadro

Pipino pensò che sarebbe stato curioso di sapere com’era un bambino vero ed accettò la proposta del mago; subito co­minciò a sentirsi meglio mentre ringiovaniva a vista d’occhio.
Dapprima gli cadde la lunghissima barba e l’attaccò al muro con un chiodo per ricordo; poi smise di fumare la pipa; allora cominciò a poter giocare con gli altri bambini.

Quinto quadro

Dopo un po’ di tempo Pipino si ritrovò in mezzo alle fron­de degli alberi ed a bellissime margherite bianche come il latte e dorate come il sole; non ne aveva mai visto prima di allora.

Sesto quadro
Alla fine Pipino si ritrovò in culla, come tutti i bambini ap­pena nati e, poiché non era più capace di parlare, piangeva, pian­geva fino a perdere il fiato… Infine la mamma lo sentì e corse da lui per la prima volta.

Allora Pipino morì felice e contento.

Vai alla seconda fiaba

Bibliografia sulla psicologia

Fabre N. “Allo specchio dei sogni”. Magi, Roma, 2002
Durand G. “Le strutture antropologiche dell’immaginario”. Dedalo, Bari, 1991
Fusini Doddoli M. “Affetti e immagini”. F.Angeli, Milano, 1989
Simeti F. “Psicologia della maternità”. Libreria Cortina, Verona 2006
Simeti F. Pajno Ferrara F. Gastini V. “Temi di esplorazione diagnostica dell’immaginario”. Libreria Cortina, Verona, 2004
Simeti F. “Patologia somatopsichica”. Libreria Cortina, Verona, 2006
Simeti F. e Como A. “Il laboratorio dell’immaginario”. Libreria Cortina, Verona, 2010

Bibliografia sull’alchimia

Roob A. “Alchimia e mistica”. Taschen, Bonn, 1997

Bibliografia sull’arte

AA.VV. “La città delle immagini”. Panini, Modena, 1986
Simeti F. “Le città delle stelle”. Libreria Cortina, Verona, 2004
Baltrusaitis J. “Il medioevo fantastico”. Adelphi, Milano, 1973
Gombrich E. H. “Arte ed illusione”. Einaudi, Torino, 1965
AA.VV. “Le arti a Vienna”. Mazzotta, Milano, 1984

Bibliografia sul mito

Graves R. “La dea bianca”. Adelphi, Milano, 1992
De Santillana G. e Von Dechend H. “Il mulino di Amleto”. Adelphi, Milano, 1983
Neumann E. “La grande madre”. Astrolabio, Roma, 1981
Kerényi K. “Nel labirinto”. Boringhieri, Torino, 1983

Bibliografia sulla linguistica

Simeti F.”Archeologia del linguaggio”. Progei, Verona, 1995
Benveniste E. “Il vocabolario delle istituzioni indoeuropee”. Borighieri, Torino, 1976

Bibliografia etnologica

Vitebsky P. “Gli sciamani”. EDT, Torino, 1998
Galloni P. “Il sacro artefice”. Laterza, Bari, 1998.
Guénon R. “Simboli della scienza sacra”. Adelphi, Milano, 1975
Ginsburg C. “Storia notturna”. Einaudi, Torino, 1989

Le vie per giungere all’immaginario

La conoscenza dell’immaginario si può raggiungere con un viaggio di ricerca che si sviluppa come un’avventura nell’ombra e che assume l’aspetto di un tuffo nell’abisso o di un volo verso il cielo.
La ricerca può svolgersi nel mondo come un’esplorazione di terre lontane, oppure come una navigazione che ripete la storia di Ulisse.

La ricerca può anche svolgersi nella pratica poetica e nell’arte, od ancora nell’introspezione e nella riflessione, assistita in modo analitico; infine nell’armonia della musica.

Ma soprattutto la scoperta dell’immaginario può essere il risultato di diverse linee di studio, che naturalmente tendono ad intrecciarsi; pertanto indichiamo alcuni itinerari di letture fondamentali, per non disperdersi in studi fuorvianti o particolari che possono essere perseguiti successivamente.

Vedi le categorie bibliografiche a seguire.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.